Questa volta non parliamo di animali, ma di veterinari, e del loro rapporto con i padroni degli animali…

Un blog di veterinari, exoticpetvet, ha raccolto pareri da professionisti di tutto il mondo, chiedendo loro quali fossero i comportamenti dei proprietari che causassero loro maggiore apprensione o frustrazione; sembra strano, ma veramente tutto il mondo è paese, e i comportamenti umani non sono molto dissimili anche ai lati opposti del pianeta. Come in tutte le professioni spesso le frustrazioni nascono nel rapporto con il cliente e con le sue aspettative, lo stesso ambito nel quale nascono peraltro anche le soddisfazioni maggiori: è che qualche volta una frustrazione offusca le soddisfazioni di una settimana di lavoro soddisfacente, e anche il veterinario più esperto non esce indenne dalle mani di qualche cliente particolarmente esigente!

Ecco i 20 esempi riportati dal blog:

  1. Chiamare la clinica 5 minuti prima dell’orario di chiusura, il venerdì sera, perché il pet da ben tre giorni ha il vomito, non mangia, trema, ha una diarrea esplosiva, ma solo in quel momento è diventata una emergenza…
  2. Dissentire da una intera serie di possibili diagnosi perché l’allevatore, il dog sitter, il barista sotto casa, il cugino o la nonna hanno già stabilito di cosa soffre l’animale e come andrebbe curato.
  3. Oppure pronunciare la frase: «Ma ho letto su Google che …”
  4. Rifiutare tutti i test diagnostici o i trattamenti idonei ad affrontare i molteplici problemi di salute congeniti del prezioso (costoso) animale con pedigree, adducendo ristrettezze finanziarie
  5. Chiedere un parere professionale e poi ignorarlo completamente, salvo poi lamentarsi con il veterinario che l’animale non migliora o peggiora.
  6. Chiedere prestazioni gratuite “perché è solo un randagio”: un gatto vagante che vive, mangia, e dorme in casa vostra da 10 anni è ormai il vostro animale domestico, non è più un randagio.
  7. Allo stesso modo, il “soccorso” di un animale non proprio non può essere automaticamente gratuito, né tantomeno giustifica il rifiuto a fargli avere le cure mediche di cui ha bisogno.
  8. Se un animale “salvato” è aggressivo o pauroso non è certo che sia stato maltrattato: nella maggior parte dei casi gli animali sono timorosi perché non socializzati, non perché sono stati picchiati. La paura della scopa non significa necessariamente che l’animale è stato picchiato con una scopa.
  9. “Se amate gli animali dovete curarli gratuitamente”. Se i veterinari lavorassero gratis ogni volta che viene loro richiesto, non ci sarebbe più neanche una clinica veterinaria (per bancarotta), non si ripagherebbero  le spese di laurea, non avrebbero di che mangiare. Non stanno cercando di rapinare nessuno, ma svolgendo un lavoro che amano, nell’interesse degli animali.
  10. Chiedere la modifica dei dati riportati nella cartella clinica, o di “levare qualcosa”, di modo che l’assicurazione paghi le spese. E’ una frode.
  11. . “E ‘solo molto vecchio” non è  una diagnosi né una valida ragione per spiegare che l’animale non vede il veterinario da anni e ora soffre di insufficienza renale, gli marciscono i denti, che cadono, soffre di ipertiroidismo… L’età non è una scusa per giustificare che questo accada.
  12. Portare il gatto nella clinica in braccio senza un trasportino. Certo, si potrebbe pensare che è ben educato, ma potrebbe scappare sia dal proprietario che fuori in strada.
  13. Dire al veterinario, dopo che è stato morsicato, che l’animale l’ha fatto altre volte e che lui, per il lavoro che fa, dovrebbe considerare normale essere morso. Oppure dire che è colpa del comportamento del veterinario se è diventato aggressivo.
  14. Avere un animale da compagnia esotico o particolare senza essersi informati sulle sue esigenze di cura basilari e portarlo dal veterinario quando è troppo tardi.
  15. Rifiutare la sola idea di usare farmaci efficaci contro i parassiti perché si utilizza olio di cocco / aglio / cristalli / olio per motore / o sciocchezze simili.  Non è così che funziona la scienza.
  16. Essere maleducati o pedanti con il personale e diventare gentili solo in presenza del veterinario. Lo staff è lì per prendersi cura dell’animale quando il veterinario è impegnato e non si fanno capricci per esigere di parlare con il veterinario immediatamente..
  17. Protestare per l’estrazione di 9 denti marci, lamentando che il costo è astronomico, quando il veterinario vi aveva detto di fare un controllo all’anno e ve ne siete dimenticati appena fuori dalla porta della clinica.
  18. Dire «Non ha dolore, mangia sempre e non piange “. Gli animali sanno affrontare il dolore, ma se è zoppo soffre, se riesce a mala pena alzarsi la mattina probabilmente ha problemi di artrite e patisce dolore. Il fatto che mangi non è indice di qualità di vita.  Ascoltate i veterinari quando vi dicono che il vostro animale avverte dolore, hanno fatto molta formazione per riconoscerlo.
  19. “Lo farò morire serenamente a casa”. La morte spesso non è serena come la si vede nei film. Se l’animale  sta lottando per respirare, non può sollevare la testa, non  mangia da giorni, è disidratato e debole, si sporca di urina e feci… e l’elenco potrebbe continuare…, perché non si vuole prendere in considerazione l’eutanasia? La dignità nella morte è meglio di una lenta agonia a casa.
  20. Dispensare consigli ad altri clienti in sala d’attesa, in disaccordo con il trattamento del veterinario, affermando  di essere un esperto di quella certa razza perché ne avete avuta una per 20 anni.